Quale migliore occasione di una mostra, quella dedicata a Ettore Spalletti ad esempio, in comune tra le tre più importanti istituzioni pubbliche italiane dedicate all’arte contemporanea –  la GAM di Torino, il MAXXI di Roma ed il MADRE di Napoli – per visitarle, apprezzarle e persino confrontarle?

Le tre mostre possono essere tappe di un viaggio che da Torino, attraverso Roma, arriva fino a Napoli non solo per conoscere tutti gli aspetti dell’opera di Spalletti – dalla pittura alla scultura fino alle installazioni ambientali – ma una ragione per conoscere GAM, MAXXI e  MADRE.

Al di là quindi delle opere di Spalletti e della loro collocazione in spazi diversi, meritano attenzione proprio i luoghi, anzi i luoghi museali, in quanto tali.


La Galleria civica d'arte moderna e contemporanea (GAM) di Torino è la prosecuzione del Museo Civico, fondato nel 1863, che fece di Torino la prima città italiana con una raccolta pubblica di arte moderna. Storicamente la collezione, sempre in ampliamento, ebbe diverse sedi e molte traversie. Dalla Mole Antonelliana venne trasferita in una sede distrutta dai bombardamenti della II guerra mondiale dove però, nel 1959, sorse l'edificio progettato da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti che tutt'ora la ospita ma che per un lungo periodo, tutti gli anni Ottanta, fu dichiarato inagibile e riaprì dopo una serie di restauri solo nel luglio1993. Con una collezione di oltre 47.000 opere è probabilmente la più ricca tra le tre ed una recente riorganizzazione, che ha abbandonato lo schematico ed obsoleto sistema cronologico, per un più coinvolgente ed interessante schema logico a percorsi (Infinito, Velocità, Etica e Natura) la rende degna di Torino, notoriamente capitale italiana dell'arte contemporanea. Non all'altezza sembra essere invece l'edificio in quanto tale che pur avendo una grande capacità espositiva resta anonimo e, almeno per quanto rigurda gli scaloni interni icomprensibilmente calustrofobico.

Il Museo nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI) di Roma è invece un museo di tipo completamente diverso oltre che recentissimo (è stato inaugurato nel 2010) e, sebbene sia dedicato all'arte contemporanea è anche il primo museo di architettura italiano. Non a  caso, infatti, l'edificio museale è la parte preponderante dell'istituzione stessa. Progettato dall'architetto anglo-irachena Zaha Hadid, è un susseguirsi di curve e spazi morbidi sia interni che esterni (senza dimenticare l'inclusione di parti della pre-esistente ex caserma  Montello) di grandissimo effetto che recupera un'area degradata e la rende disponibilie alla città. Forse, ma è sempre una valutazione difficile da fare, sembra essere meno rilevante la sua raccolta di opere (lo è sicuramente dal punto di vista puramente numerico) ma la parte relativa all'architettura è sicuramente unica.

Il Museo d’Arte Contemporanea DonnaREgina (MADRE) di Napoli, prende il nome dall'edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, sorto sul Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi e poi ricostruito dalla Regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò. Dal punto di vista puramente architettonico è un insieme di diverse epoche ed ha subito nel corso dei secoli numerosissime ristrutturazioni per le diverse destinazioni d'uso a cui era dedicato fino al 2005 quando la Regione Campania l'ha destinato all'arte contemporanea dopo averlo restaurato su progetto dell’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira. Nella sua collezione opere pensate esclusivamente per il museo da parte di grandi artisti italiani e stranieri ed una particolare propensione al ruolo di Napoli come centro di innovazione artistica. 

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